{"componentChunkName":"component---src-templates-approfondimento-template-it-jsx","path":"/it/approfondimento/il-racconto-dei-terremoti-nel-molise-del-2002-una-story-map/","result":{"data":{"node":{"drupal_internal__nid":900011005,"field_categoria_primaria":"approfondimento","title":"Il racconto dei terremoti nel Molise del 2002 in una story map","field_titolo_esteso":"Il racconto dei terremoti nel Molise del 2002 in una story map","field_id_contenuto_originale":900011006,"field_data":"2023-10-31T06:56:36+01:00","field_tipo_approfondimento":null,"path":{"alias":"/approfondimento/il-racconto-dei-terremoti-nel-molise-del-2002-una-story-map"},"field_link_esterni":[{"title":"Le story maps di INGV - Terremoti","uri":"https://ingvterremoti.com/storymaps/"}],"field_abstract":{"processed":"<p><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Un progetto realizzato dall'INGV per raccontare l’impatto di quegli eventi in una zona che, all’epoca, non era ancora stata classificata “sismica”. </span></span></span></p>\n"},"body":{"processed":"<p><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Il 31 ottobre ricorre l’anniversario del terremoto che nel 2002 colpì <strong>San Giuliano di Puglia</strong>, in provincia di Campobasso, un evento tristemente noto per la tragedia della <strong>scuola elementare \"Francesco Jovine\" </strong>dove persero la vita 27 bambini e un'insegnante.<br />\nI terremoti del 31 ottobre e del 1 novembre 2002 (entrambi di magnitudo 5.7) colpirono una parte del territorio italiano non ancora inserita nella classificazione sismica. L’elevata vulnerabilità degli edifici scatenò il dramma a San Giuliano di Puglia con il crollo della scuola: vennero vissute ore drammatiche nella speranza di salvare i bambini e le persone intrappolate sotto le macerie. Una diretta televisiva di oltre quaranta ore portò quelle immagini nelle case degli italiani. Questa vicenda fu determinante nello spingere il governo a varare velocemente la <strong>nuova classificazione sismica</strong> dell’intero territorio nazionale.<br /><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Sono proprio questi gli aspetti principali della <strong><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">story map “I terremoti in Molise del 2002”</span></strong><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"> realizzata dall'INGV-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che, partendo dall’analisi della sequenza sismica e della storia sismica dei Comuni dell’area epicentrale, racconta l’impatto di questi terremoti in una zona che, all’epoca non era ancora stata classificata “sismica”. <span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"> </span></span></span></span></p>\n"},"fields":{"slug":"/approfondimento/il-racconto-dei-terremoti-nel-molise-del-2002-una-story-map/"},"field_tabella":null,"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Io Non Rischio"},"field_riferimento_traduzione":{"fields":{"slug":"/approfondimento/story-molise-earthquakes-2002-story-map/"}},"field_immagine_singola":null,"field_mappa":null,"field_accordion":[{"field_titolo":"La story map","field_tabella":null,"field_testo":{"processed":"<p><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">La story map è organizzata in <strong>6 capitoli </strong>e contiene testi, immagini, fotografie, documenti, video e dati scientifici sui <strong>terremoti del 31 ottobre e del 1 novembre 2002</strong> (alcune immagini e video sono tratti dalla diretta di TeleMolise):</span></p>\n<ol><li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">La sequenza sismica</span></span><br />\n\t </li>\n<li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Gli effetti del terremoto</span></span><br />\n\t </li>\n<li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Un terremoto inaspettato?</span></span><br />\n\t </li>\n<li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">La classificazione sismica prima e dopo</span></span><br />\n\t </li>\n<li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Quaranta ore di diretta</span></span><br />\n\t </li>\n<li><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Le storie di San Giuliano</span></span></li>\n</ol><p><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">Nei primi due capitoli sono descritte le caratteristiche della sequenza sismica e gli effetti del terremoto anche attraverso gli studi macrosismici condotti dal<strong> Gruppo Operativo QUEST dell’INGV</strong>.<br />\nNel terzo capitolo viene affrontato il tema della storia sismica delle aree colpite dalla sequenza, solo lambite dai forti terremoti appenninici del passato. Per questo i terremoti del 2002 furono definiti “inaspettati” e i comuni colpiti non erano ancora inseriti nella classificazione sismica vigente nel 2002.<br />\nProprio di classificazione sismica prima e dopo il 2002 si parla nel quarto capitolo, con un approfondimento sull’<strong>evoluzione delle norme dal 1984 fino all’</strong><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\"><strong>ordinanza PCM n.3274/2003</strong> che eliminò per sempre la dicitura “non classificato”, definendo quindi tutti i Comuni italiani come sismici e classificandoli in quattro zone di pericolosità da alta (Zona 1) a bassa (Zona 4).<br />\nIl quinto capitolo è interamente dedicato alla ricostruzione delle ore successive alle 11:33 del 31 ottobre quando nella scuola \"Francesco Jovine\" di San Giuliano di Puglia l’allegria per i preparativi per la notte di Halloween fu improvvisamente interrotta dal terremoto. Dagli studi di Campobasso di TeleMolise iniziò una diretta di oltre 40 ore consecutive che seguì l’evolversi delle operazioni di recupero.<br />\nLa story map si conclude con alcune riflessioni su San Giuliano di Puglia oggi: l’inaugurazione della nuova scuola nel 2008. costruita esattamente dove si trovava quella crollata; l’apertura nel 2016 del <strong>Museo Multimediale Memoria del Terremoto METE – Ricordare – Prevenire – Ricostruire</strong>; il racconto delle storie di chi è sopravvissuto e che ha trasformato il proprio dolore in impegno sociale, scientifico o sportivo.<br />\nLa story map è disponibile nella <a href=\"https://storymaps.arcgis.com/stories/4da97a5cf09e4398b850223dba8d21e4\" target=\"_blank\" title=\"I terremoti in Molise del 2002\"><span lang=\"it\" xml:lang=\"it\" xml:lang=\"it\">sezione dedicata del blog INGVterremoti</span></a></span></span></p>\n","value":"<p><span lang=\"it\">La story map&nbsp;è organizzata in <strong>6 capitoli </strong>e contiene testi, immagini, fotografie, documenti, video e dati scientifici sui <strong>terremoti del 31 ottobre e del 1 novembre 2002</strong> (alcune immagini e video sono tratti dalla diretta di TeleMolise):</span></p>\r\n\r\n<ol>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">La sequenza sismica</span></span><br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">Gli effetti del terremoto</span></span><br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">Un terremoto inaspettato?</span></span><br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">La classificazione sismica prima e dopo</span></span><br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">Quaranta ore di diretta</span></span><br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li><span lang=\"it\"><span lang=\"it\">Le storie di San Giuliano</span></span></li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><span lang=\"it\">Nei primi due capitoli sono descritte le caratteristiche della sequenza sismica e gli effetti del terremoto anche attraverso gli studi macrosismici condotti dal<strong> Gruppo Operativo QUEST dell’INGV</strong>.<br />\r\nNel terzo capitolo viene affrontato il tema della storia sismica delle aree colpite dalla sequenza, solo lambite dai forti terremoti appenninici del passato. Per questo i terremoti del 2002 furono definiti “inaspettati” e i comuni colpiti non erano ancora inseriti nella classificazione sismica vigente nel 2002.<br />\r\nProprio di classificazione sismica prima e dopo il 2002 si parla nel quarto capitolo, con un approfondimento sull’<strong>evoluzione delle norme dal 1984 fino all’</strong><span lang=\"it\"><strong>ordinanza PCM n.3274/2003</strong> che eliminò per sempre la dicitura “non classificato”, definendo quindi tutti i Comuni italiani come sismici e classificandoli in quattro zone di pericolosità da alta (Zona 1) a bassa (Zona 4).<br />\r\nIl quinto capitolo è interamente dedicato alla ricostruzione delle ore successive alle 11:33 del 31 ottobre&nbsp;quando nella scuola \"Francesco Jovine\" di San Giuliano di Puglia l’allegria per i preparativi per la notte di Halloween fu improvvisamente interrotta dal terremoto. 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Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica","body":{"processed":"<p><strong>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI</strong></p>\n<p><strong>VISTO</strong> l’articolo 5, comma 3, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;</p>\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e, in particolare, l’articolo 93, comma 1, lettera g), concernente le funzioni mantenute allo Stato in materia di criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche ed alle norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone, nonché l’articolo 94, comma 2, lettera a), recante l’attribuzione di funzioni alle Regioni in materia di individuazione delle zone sismiche, formazione e aggiornamento degli elenchi delle medesime zone;</p>\n<p><strong>CONSIDERATA</strong> la necessità, nelle more dell’espletamento degli adempimenti previsti dall’articolo 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,<br />\ndi fornire alle Regioni criteri generali attinenti alla classificazione sismica, nonché di predisporre norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche;</p>\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2002, n. 4485, con il quale, in vista del soddisfacimento delle predette necessità, è stato costituito un gruppo di lavoro incaricato di predisporre tutti gli elementi indispensabili per la successiva adozione di un assetto normativo provvisorio per la classificazione sismica del territorio nazionale e per la progettazione antisismica;</p>\n<p><strong>VISTI </strong>gli esiti delle attività svolte dal predetto gruppo di lavoro, e ritenuto che gli stessi corrispondano alle esigenze riscontrate e possano, conseguentemente, offrire gli elementi di base per una prima e transitoria disciplina della materia, anche ai fini dei consequenziali adempimenti di competenza regionale;</p>\n<p><strong>PRESO ATTO</strong> delle risultanze delle attività svolte dalla Commissione per lo studio della definizione dei criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche, istituita con decreto del Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici n. 17672 del 30 luglio 2002, e ritenuto che da tali attività emerga una prospettiva di ricerca di particolare rilievo, da sviluppare e portare a completamento con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate in vista di una successiva disciplina organica della materia;</p>\n<p><strong>ACQUISITA </strong>l’intesa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;</p>\n<p><strong>ACQUISITO</strong> l’avviso del Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, che si è espresso in conformità;</p>\n<p><strong>SU PROPOSTA</strong> del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;</p>\n<p><strong>DISPONE:</strong></p>\n<p><strong>ART. 1</strong></p>\n<ol><li>Nelle more dell’espletamento degli adempimenti di cui all’articolo 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e ferme restando le competenze delle regioni e degli enti locali di cui all’articolo 94 del medesimo decreto legislativo, sono approvati i [Criteri per l’individuazione delle zone sismiche – individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone] di cui all’allegato 1, nonché le connesse [Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici], [Norme tecniche per progetto sismico dei ponti], [Norme tecniche per il progetto sismico delle opere di fondazione e sostegno dei terreni] di cui, rispettivamente, agli allegati 2, 3 e 4 della presente ordinanza, di cui entrano a far parte integrante e sostanziale.</li>\n</ol><p><strong>ART. 2</strong></p>\n<ol><li>Le regioni provvedono, ai sensi dell’articolo 94, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 112 del 1998, e sulla base dei criteri generali di cui all’allegato 1, all’individuazione, formazione ed aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche. In zona 4 è lasciata facoltà alle singole regioni di introdurre o meno l’obbligo della progettazione antisismica.<br />\n\t </li>\n<li>Per le opere i cui lavori siano già iniziati e per le opere pubbliche già appaltate o i cui progetti siano stati già approvati alla data della presente ordinanza, possono continuare ad applicarsi le norme tecniche e la classificazione sismica vigenti.<br />\n\tPer il completamento degli interventi di ricostruzione in corso continuano ad applicarsi le norme tecniche vigenti.<br />\n\tIn tutti i restanti casi, fatti salvi gli edifici ed le opere di cui al comma 3, la progettazione dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla nuova classificazione sismica di cui al comma 1, con la possibilità, per non oltre 18 mesi, di continuare ad applicare le norme tecniche vigenti.<br />\n\tI documenti di cui agli allegati 1, 2, 3 e 4 potranno essere oggetto di revisione o aggiornamento, anche sulla base dei risultati della loro sperimentazione ed applicazione e con particolare riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico nei centri storici, con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate.<br />\n\t </li>\n<li>È fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, ai sensi delle norme di cui ai suddetti allegati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2, secondo quanto definito nell’allegato 1.<br />\n\t </li>\n<li>In relazione a quanto previsto al comma 3, entro sei mesi dalla data della presente ordinanza il Dipartimento della protezione civile e le regioni provvedono, rispettivamente per quanto di competenza statale e regionale, ad elaborare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, il programma temporale delle verifiche, ad individuare le tipologie degli edifici e delle opere che presentano le caratteristiche di cui al comma 3 ed a fornire ai soggetti competenti le necessarie indicazioni per le relative verifiche tecniche, che dovranno stabilire il livello di adeguatezza di ciascuno di essi rispetto a quanto previsto dalle norme.<br />\n\t </li>\n<li>Nel caso di opere progettate secondo le norme vigenti successivamente al 1984 e relative, rispettivamente, alla I categoria per quelle situate in zona 1, alla II categoria per quelle in zona 2 ed alla III categoria per quelle in zona 3, non è prescritta l’esecuzione di una nuova verifica di adeguatezza alla norma.<br />\n\t </li>\n<li>La necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere di cui sopra sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali di cui all’articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.</li>\n</ol><p><strong>ART. 3</strong></p>\n<ol><li>Il Dipartimento della protezione civile, d’intesa con le regioni e coinvolgendo gli ordini professionali interessati, promuove e realizza, avvalendosi anche delle strutture scientifiche di cui all’articolo 4, programmi di formazione e di diffusione delle conoscenze volti ad assicurare un’efficace applicazione delle disposizioni della presente ordinanza.<br />\n\t </li>\n<li>Per le verifiche di cui all’articolo 2, comma 3, potranno utilizzarsi le risorse rivenienti dalle disposizioni di cui di cui all’articolo 80, comma 21, della legge n. 289 del 2002, in quanto applicabili.<br />\n\t </li>\n<li>Per le medesime finalità di cui al comma 2, il Dipartimento della protezione civile provvederà ad individuare, sentite le regioni, ulteriori fonti di finanziamento da rendere disponibili per lo scopo.</li>\n</ol><p><strong>ART. 4</strong></p>\n<ol><li>Al fine di assicurare la più agevole ed uniforme applicazione delle disposizioni di cui alla presente ordinanza, il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a promuovere la costituzione di un centro di formazione e ricerca nel campo dell’ingegneria sismica e di una rete dei laboratori universitari operanti nel medesimo settore.</li>\n</ol><p>La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.</p>\n<p> </p>\n<p>Roma, 20 marzo 2003</p>\n<p>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI<br />\nSilvio Berlusconi</p>\n","value":"<p><strong>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI</strong></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> l’articolo 5, comma 3, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e, in particolare, l’articolo 93, comma 1, lettera g), concernente le funzioni mantenute allo Stato in materia di criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche ed alle norme tecniche per le costruzioni nelle medesime zone, nonché l’articolo 94, comma 2, lettera a), recante l’attribuzione di funzioni alle Regioni in materia di individuazione delle zone sismiche, formazione e aggiornamento degli elenchi delle medesime zone;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATA</strong> la necessità, nelle more dell’espletamento degli adempimenti previsti dall’articolo 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,<br />\r\ndi fornire alle Regioni criteri generali attinenti alla classificazione sismica, nonché di predisporre norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2002, n. 4485, con il quale, in vista del soddisfacimento delle predette necessità, è stato costituito un gruppo di lavoro incaricato di predisporre tutti gli elementi indispensabili per la successiva adozione di un assetto normativo provvisorio per la classificazione sismica del territorio nazionale e per la progettazione antisismica;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTI </strong>gli esiti delle attività svolte dal predetto gruppo di lavoro, e ritenuto che gli stessi corrispondano alle esigenze riscontrate e possano, conseguentemente, offrire gli elementi di base per una prima e transitoria disciplina della materia, anche ai fini dei consequenziali adempimenti di competenza regionale;</p>\r\n\r\n<p><strong>PRESO ATTO</strong> delle risultanze delle attività svolte dalla Commissione per lo studio della definizione dei criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche, istituita con decreto del Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici n. 17672 del 30 luglio 2002, e ritenuto che da tali attività emerga una prospettiva di ricerca di particolare rilievo, da sviluppare e portare a completamento con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate in vista di una successiva disciplina organica della materia;</p>\r\n\r\n<p><strong>ACQUISITA </strong>l’intesa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;</p>\r\n\r\n<p><strong>ACQUISITO</strong> l’avviso del Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, che si è espresso in conformità;</p>\r\n\r\n<p><strong>SU PROPOSTA</strong> del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;</p>\r\n\r\n<p><strong>DISPONE:</strong></p>\r\n\r\n<p><strong>ART. 1</strong></p>\r\n\r\n<ol>\r\n\t<li>Nelle more dell’espletamento degli adempimenti di cui all’articolo 93 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e ferme restando le competenze delle regioni e degli enti locali di cui all’articolo 94 del medesimo decreto legislativo, sono approvati i [Criteri per l’individuazione delle zone sismiche – individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone] di cui all’allegato 1, nonché le connesse [Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici], [Norme tecniche per progetto sismico dei ponti], [Norme tecniche per il progetto sismico delle opere di fondazione e sostegno dei terreni] di cui, rispettivamente, agli allegati 2, 3 e 4 della presente ordinanza, di cui entrano a far parte integrante e sostanziale.</li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><strong>ART. 2</strong></p>\r\n\r\n<ol>\r\n\t<li>Le regioni provvedono, ai sensi dell’articolo 94, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 112 del 1998, e sulla base dei criteri generali di cui all’allegato 1, all’individuazione, formazione ed aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche. In zona 4 è lasciata facoltà alle singole regioni di introdurre o meno l’obbligo della progettazione antisismica.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>Per le opere i cui lavori siano già iniziati e per le opere pubbliche già appaltate o i cui progetti siano stati già approvati alla data della presente ordinanza, possono continuare ad applicarsi le norme tecniche e la classificazione sismica vigenti.<br />\r\n\tPer il completamento degli interventi di ricostruzione in corso continuano ad applicarsi le norme tecniche vigenti.<br />\r\n\tIn tutti i restanti casi, fatti salvi gli edifici ed le opere di cui al comma 3, la progettazione dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla nuova classificazione sismica di cui al comma 1, con la possibilità, per non oltre 18 mesi, di continuare ad applicare le norme tecniche vigenti.<br />\r\n\tI documenti di cui agli allegati 1, 2, 3 e 4 potranno essere oggetto di revisione o aggiornamento, anche sulla base dei risultati della loro sperimentazione ed applicazione e con particolare riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico nei centri storici, con il concorso di tutte le componenti istituzionali e scientifiche interessate.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>È fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, ai sensi delle norme di cui ai suddetti allegati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2, secondo quanto definito nell’allegato 1.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>In relazione a quanto previsto al comma 3, entro sei mesi dalla data della presente ordinanza il Dipartimento della protezione civile e le regioni provvedono, rispettivamente per quanto di competenza statale e regionale, ad elaborare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, il programma temporale delle verifiche, ad individuare le tipologie degli edifici e delle opere che presentano le caratteristiche di cui al comma 3 ed a fornire ai soggetti competenti le necessarie indicazioni per le relative verifiche tecniche, che dovranno stabilire il livello di adeguatezza di ciascuno di essi rispetto a quanto previsto dalle norme.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>Nel caso di opere progettate secondo le norme vigenti successivamente al 1984 e relative, rispettivamente, alla I categoria per quelle situate in zona 1, alla II categoria per quelle in zona 2 ed alla III categoria per quelle in zona 3, non è prescritta l’esecuzione di una nuova verifica di adeguatezza alla norma.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>La necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere di cui sopra sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali di cui all’articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.</li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><strong>ART. 3</strong></p>\r\n\r\n<ol>\r\n\t<li>Il Dipartimento della protezione civile, d’intesa con le regioni e coinvolgendo gli ordini professionali interessati, promuove e realizza, avvalendosi anche delle strutture scientifiche di cui all’articolo 4, programmi di formazione e di diffusione delle conoscenze volti ad assicurare un’efficace applicazione delle disposizioni della presente ordinanza.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>Per le verifiche di cui all’articolo 2, comma 3, potranno utilizzarsi le risorse rivenienti dalle disposizioni di cui di cui all’articolo 80, comma 21, della legge n. 289 del 2002, in quanto applicabili.<br />\r\n\t&nbsp;</li>\r\n\t<li>Per le medesime finalità di cui al comma 2, il Dipartimento della protezione civile provvederà ad individuare, sentite le regioni, ulteriori fonti di finanziamento da rendere disponibili per lo scopo.</li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><strong>ART. 4</strong></p>\r\n\r\n<ol>\r\n\t<li>Al fine di assicurare la più agevole ed uniforme applicazione delle disposizioni di cui alla presente ordinanza, il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a promuovere la costituzione di un centro di formazione e ricerca nel campo dell’ingegneria sismica e di una rete dei laboratori universitari operanti nel medesimo settore.</li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p>La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n\r\n<p>Roma, 20 marzo 2003</p>\r\n\r\n<p>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI<br />\r\nSilvio Berlusconi</p>\r\n"},"field_abstract":{"processed":"<p>Pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 72 della Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003</p>\n","value":"<p>Pubblicata&nbsp;nel Supplemento Ordinario n. 72 della Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 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