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La campagna Io non rischio allo stato attuale è declinata sui vulcani siciliani Stromboli e Vulcano, nelle isole Eolie, e su Vesuvio e Campi Flegrei nella Regione Campania.
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\nL’ultima eruzione risale al 1538. Da allora l’area è caratterizzata da fumarole e ripetuti episodi di lenta deformazione del suolo (bradisismo) accompagnati da terremoti.
I Campi Flegrei sono un’area vulcanica attiva con una struttura detta “caldera”: un’area ribassata di forma quasi circolare che si è formata per effetto di grandi eruzioni esplosive. La caldera dei Campi Flegrei si estende da Monte di Procida a Posillipo e comprende anche una parte sottomarina nel Golfo di Pozzuoli. Al suo interno, negli ultimi 15.000 anni si sono avute oltre 70 eruzioni che hanno formato edifici vulcanici, crateri e laghi vulcanici ancora ben visibili come Astroni, la Solfatara e il lago di Averno.
\r\nL’ultima eruzione risale al 1538. Da allora l’area è caratterizzata da fumarole e ripetuti episodi di lenta deformazione del suolo (bradisismo) accompagnati da terremoti.
L’isola di Stromboli fa parte dell’arcipelago delle Eolie. È un vulcano in continua attività eruttiva, abitato e visitato da secoli. La sua caratteristica morfologica principale è la Sciara del Fuoco: un ripido pendio che scende dai crateri fin sotto il livello del mare, si riversa la gran parte dei materiali eruttati dal vulcano.
\nL’attività vulcanica ordinaria è caratterizzata da esplosioni ogni 10-20 minuti, dette “stromboliane”, ma possono verificarsi infatti esplosioni più intense e pericolose: “maggiori” e “parossistiche” oltre che eruzioni effusive. L’attività del vulcano può causare ulteriori fenomeni pericolosi quali frane, maremoti, incendi e terremoti.
L’isola di Stromboli fa parte dell’arcipelago delle Eolie. È un vulcano in continua attività eruttiva, abitato e visitato da secoli. La sua caratteristica morfologica principale è la Sciara del Fuoco: un ripido pendio che scende dai crateri fin sotto il livello del mare, si riversa la gran parte dei materiali eruttati dal vulcano.
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Il Vesuvio si trova a est di Napoli, in una zona densamente popolata: per questo, è considerato uno dei vulcani a più alto rischio del mondo.
\nL’ultima eruzione risale al 1944 ed è stata caratterizzata da attività di tipo effusivo ed esplosivo a bassa energia. Da allora, il vulcano è quiescente, cioè in un periodo di riposo, ed è caratterizzato da attività fumarolica all’interno del cratere e da bassa sismicità.
Il Vesuvio si trova a est di Napoli, in una zona densamente popolata: per questo, è considerato uno dei vulcani a più alto rischio del mondo.
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L’isola di Vulcano fa parte dell’arcipelago delle Eolie e rappresenta la parte emersa di un vulcano attivo. L’ultima eruzione si è verificata dal 1888 al 1890: da allora il vulcano mostra un’intensa attività di emissione di gas, anche ad alta temperatura, dal cratere di La Fossa e in prossimità del Porto di Levante.
\nLa fuoriuscita di gas vulcanici dal sottosuolo e dalle fumarole è il fenomeno più frequente ma possono anche verificarsi esplosioni freatiche, terremoti, frane e maremoti.
L’isola di Vulcano fa parte dell’arcipelago delle Eolie e rappresenta la parte emersa di un vulcano attivo. L’ultima eruzione si è verificata dal 1888 al 1890: da allora il vulcano mostra un’intensa attività di emissione di gas, anche ad alta temperatura, dal cratere di La Fossa e in prossimità del Porto di Levante.
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